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L'ippocastano

 

 

 

 

 

 

Aesculus hippocastanum  - Ippocastano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera
http://it.wikipedia.org/wiki/Ippocastano

L' ippocastano o castagno d'India è un albero molto usato come ornamentale nei viali o come pianta isolata. Crea una zona d'ombra molto grande e fitta.

Morfologia

Ippocastano monumentale

Portamento

L'Ippocastano può arrivare a 25 - 30 metri di altezza; presenta un portamento arboreo elegante ed imponente. La chioma è espansa, raggiunge anche gli 8-10 metri di diametro restando molto compatta. L'aspetto è tondeggiante o piramidale, a cusa dei rami inferiori che hanno andamento orizzontale.
gemme

Corteccia

I rami sono lenticellati, presentano grandi gemme opposte, rossastre, ed una terminale di notevoli dimensioni, ricoperte da una sostanza collosa. La corteccia è bruna e liscia e si desquama con l'età.
 

Foglie


Le foglie dell'ippocastano sono decidue, palmato-settate, con inserzione opposta, mediante un picciolo di 10-15 cm, su rametti bruni o verdastri e leggermente pubescenti. Ciascuna foglia, che può arrivare a oltre 20 cm di lunghezza, è costituita da 5-7 lamine obovate con apice acuminato e base stretta. Il margine è doppiamente seghettato, la nervatura risulta ben marcata. Il picciolo non ha stipole, ma una base allargata ed una fenditura che lo solca. Le foglie sono di color verde brillante nella pagina superiore e verde chiaro, con una leggera tomentosità sulle nervature, in quella inferiore.

Fiori

La pianta ha fiori ermafroditi a simmetria bilaterale, costituiti da un piccolo calice a 5 lobi ed una corolla con 5 petali bianchi, spesso macchiati di rosa o giallo al centro. I fiori sono riuniti in infiorescenze a pannocchia di grandi dimensioni (fino 20 cm di grandezza e 50 fiori). La fioritura avviene nei mesi di aprile - maggio.

Frutti

I frutti sono grosse capsule rotonde e verdastre, munite di corti aculei, che si aprono in tre valve e contengono un grosso seme di colore bruno lucido.
 

Habitat

Longevo e rustico, tollera le basse temperature e non ha particolari esigenze in fatto di suolo, anche se cresce meglio nei terreni fertili. È poco resistente alla salinità del terreno e gli agenti inquinanti atmosferici, ai quali reagisce con arrossamento dei margini fogliari e disseccamento precoce della lamina.

Diffusione

Originario dell'Europa orientale (penisola balcanica, Caucaso); è stata introdotta a Vienna nel 1591 da Charles de l'Écluse e a Parigi, da Bachelier, nel 1615. In Italia è diffusa in tutte le regioni, soprattutto in quelle centro-settentrionali, dalla pianura fino a 1200 metri di altitudine.

Differenze con altre piante

Si distingue da altre piante ornamentali a foglie palmate per il fatto che ciascuna foglia è composta non da un'unica lamina divisa più o meno profondamente ma da 5-7 foglie più piccole, completamente formate.
Dal vero castagno si distingue per la forma delle foglie: il castagno le ha semplici, inserite alternate sul ramo, l'ippocastano le ha composte.
I semi dell'ippocastano, simili alle castagne, si distinguono per la forma diversa, più sferica. Sono diversi anche i frutti, i ricci del castagno sono ricoperti da aculei sottili molto fitti, i frutti dell'ippocastano presentano aculei radi e tozzi.
 

Altre specie e varietà del genere Aesculus

* Aesculus pavia, specie a fiori rossi originaria dell'America.
* Aesculus x carnea, ibrido ornamentale a fiori rosa - rossi, particolarmente sensibile all'inquinamento. Ha portamento più raccolto dell'ippocastano comune e le gemme non sono appiccicose.
* Aesculus hippocastanum var. "Baumannii, varietà sterile, produce fiori bianchi doppi, macchiati di giallo e rosso.
* Aesculus indica, produce fiori bianchi con macchie gialle, rosse e rosa in giugno-luglio

Altre notizie

Etimologia: Il nome della specie deriva dal greco ippos, cavallo, e castanon, castagno, per l'uso dei frutti di questo albero come alimento stimolante per i cavalli.

Propagazione e coltivazione: Si moltiplica per seme, che va piantato appena maturo perché perde rapidamente la germinabilità.

Avversità: dal 1985 si è diffusa in Europa una farfalla, la Cameraria ohridella, che minaccia questa specie provocandone l'indebolimento e il disseccamento a seguito delle gallerie scavate dalle larve all'interno delle lamine fogliari.

Usi: Dai semi vengono estratti principi che prevengono la trombosi. Nel passato i frutti venivano utilizzati come mangime per animali. I semi venivano utilizzati per produrre farina e, dopo averli tostati, un surrogato del caffè. I frutti hanno un effetto moderatamente narcotico e i semi non trattati sono tossici. Il legno è di cattiva qualità. La corteccia era usata come febbrifugo. L'ippocastano è uno dei fiori di Bach, white chestnut.
 

In Gran Bretagna i semi, chiamati conker, vengono usati per un popolare gioco da bambini.

Aesculus hippocastanum - Ippocastano

Classificazione scientifica
Regno: Plantae
Divisione: Magnoliophyta
Classe: Magnoliopsida
Ordine: Sapindales
Famiglia: Sapindaceae
Genere: Aesculus
Specie: hippocastanum
Nomenclatura binomiale
Aesculum hippocastanum L.
Nomi comuni
ippocastano, castagno d'India

 

CAMERARIA OHRIDELLA:
UN NEMICO DELL´ IPPOCASTANO

CHE COS´E´
E' un Lepidottero minatore fogliare proveniente dalla repubblica di Macedonia. E´ arrivato in Italia all´inizio degli anni ´90 ed è attualmente diffuso in tutte le regioni centro-settentrionali.
Infesta esclusivamente l´ippocastano, in particolare quello a fiori bianchi.
COME VIVE
Gli adulti di Cameraria ohridella sono farfalline lunghe pochi millimetri, di colore bruno e caratteristiche striature bianco-argentee sulle ali. Compaiono in maggio e prima di ogni ovideposizione si concentrano in gran numero sui tronchi, invadendo anche abitazioni, esercizi commerciali e manufatti posti in prossimità degli alberi infestati.
Le femmine depongono uova isolate sulla pagina superiore delle foglie; da queste sgusciano le larve che scavano all´interno delle foglie delle gallerie (mine) lunghe fino a 4 cm. In caso di forti attacchi più mine confluiscono fra loro e la foglia dissecca e cade precocemente.
L´insetto svolge 4 generazioni all´anno e sverna come crisalide nelle foglie colpite e cadute a terra.
COSA DANNEGGIA
I danni sono limitati esclusivamente alle piante di ippocastano e sono provocati dall´attività delle larve a carico delle foglie. Le mine fogliari sono i segni caratteristici dell´infestazione: osservando la foglia in controluce, sono riconoscibili i contorni della mina, la larva e i suoi escrementi.
Le infestazioni interessano in un primo tempo la parte più bassa della chioma, per poi diffondersi alle foglie più alte con il passare delle generazioni. In presenza di forti attacchi  di Cameraria ohridella si possono osservare diverse decine di mine per foglia. In queste condizioni l´albero può arrivare alla completa defogliazione già nei mesi di luglio - agosto e talvolta si può verificare una seconda fioritura a fine estate-inizio autunno.
Infestazioni di Cameraria ohridella ripetute negli anni riducono lo sviluppo vegetativo degli ippocastani e ne compromettono la vitalità.
L´insetto non rappresenta un pericolo per altre specie vegetali e per l´uomo.
COME SI COMBATTE
Per il controllo di Cameraria ohridella possono essere attuate diverse strategie che, se opportunamente integrate tra loro, sono in grado di fornire risultati soddisfacenti.
Entro la fine dell´inverno è importante raccogliere e distruggere le foglie cadute a terra all´interno delle quali svernano le crisalidi del lepidottero. Questo intervento può certamente contribuire a limitare le infestazioni della successiva stagione vegetativa.
In primavera si può monitorare il volo degli adulti utilizzando le trappole con il feromone specifico per Cameraria ohridella.
In futuro, con il graduale aumento degli insetti antagonisti, è ipotizzabile un controllo naturale dell´insetto, come è avvenuto per altri microlepidotteri accidentalmente introdotti nel nostro Paese. Esistono infatti numerose specie di parassitoidi (soprattutto Imenotteri Eulofidi, Icneumonidi e Braconidi) che vivono a spese delle larve e delle crisalidi di Cameraria ohridella.
Per non ostacolare l´azione degli antagonisti naturali, si dovrà ricorrere alla lotta chimica contro il fillominatore solo in casi eccezionali, e comunque non tutti gli anni.
Nell´impostazione degli interventi di difesa è importante attenersi alle seguenti indicazioni:
Per non interferire con l´attività degli insetti pronubi, è vietato eseguire trattamenti agli ippocastani durante la fioritura la quale, a seconda della zona e dell'andamento stagionale, inizia attorno al 15-20 aprile e si protrae per circa un mese. Alla caduta dei petali andranno impiegati esclusivamente prodotti fitosanitari autorizzati per questo insetto su colture ornamentali.
I preparati utilizzabili sono diversi a seconda che i trattamenti siano eseguiti alla chioma oppure si ricorra ad applicazioni endoterapiche (iniezioni al tronco). Per irrorazioni alla chioma si consiglia di intervenire con formulati a base di Azadiractina  in corrispondenza del 1° e del 2° volo degli adulti. Relativamente invece ai trattamenti endoterapici, questi possono essere eseguiti con imidacloprid oppure con abamectina.
Qualora si intervenga con iniezioni al tronco si raccomanda di:
* Ricorrere a personale specializzato
* Non effettuare iniezioni su ippocastani con cavità o con sintomi di carie del legno
* Non ripetere trattamenti endoterapici su ippocastani trattati lo scorso anno
* Disinfettare i fori di iniezione
* Verificare nel tempo la cicatrizzazione dei fori
* Se si interviene su verde pubblico con il metodo ad assorbimento naturale (flebo), assicurare la sorveglianza del cantiere per l'intero periodo di tempo in cui le sacche rimangono appese agli alberi (il che può significare anche un'intera giornata). L´ippocastano, infatti, ha tempi di assorbimento mediamente piuttosto lunghi con questa tecnica applicativa.

Sezione a cura di:
Servizio Fitosanitario Emilia-Romagna
 

 

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